Il territorio di Rosolina si estende su
una superficie di oltre settemila ettari solo parzialmente costituiti
da terra emersa. Al visitatore Rosolina appare come una sorta di isola
circondata dalle acque: ad est il Mare Adriatico; a nord il fiume
Adige; ad ovest il canale Po di Brondolo ed a sud il Po di Levante. La
causa dell'attuale conformazione fisica della zona è da ricercarsi
nella formazione del Delta
del Po, avvenuta a seguito della biforcazione del fiume in due
rami maggiori - uno dei quali sfociante nei pressi di Rosolina - a
partire dalla seconda metà del secolo XII (dopo la cosiddetta rotta
di Ficarolo). Qui in epoca più antica le terre emerse erano limitate
alla parte ovest dell'attuale territorio: si erano generate lentamente
grazie all'azione della marea, che aveva costituito veri e propri
cordoni di dune lungo un asse di andamento nord-sud.
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Caleri
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Nel delta sono stati ritrovati sette
cordoni formatisi in periodi diversi; nel Comprensorio di Rosolina ne
sono stati individuati quattro: il più antico risale all'epoca
etrusco-romana e le sue dune (dette "montoni" o "monti
di sabia") sembra raggiungessero in origine 10 metri di altezza.
Col tempo i montoni erano lentamente colonizzati dalla vegetazione,
che arrivò infine a coprirli con una vasta foresta, la selva di
Fossone. L'arrivo dell'uomo sembra risalire all'epoca romana. Venne
fondato un primo abitato (mansio Fossis) collegato ai centri vicini
tramite una via il cui tracciato è conosciuto perché riprodotto
nella tavola Peutingeriana (IV sec. d.C.). Questa strada rimase a
lungo in uso e mantenne la denominazione di "via romana"
fino a tempi relativamente recenti; si generava nei pressi di Ariano
Polesine, dalla via Popilia, arteria di una certa importanza fatta
costruire dal console Publio Popilio (132 a.C.) per collegare i centri
di Adria e Rimini. Purtroppo non sappiamo quando precisamente fu
costruita la via romana e neppure quando si formò la mansio: i
reperti archeologici romani rinvenuti in località Corte Cavanella
costituiscono però una ulteriore e preziosa conferma dell'antichità
della frequentazione di queste terre - e di questo tratto di mare - da
parte dell'uomo.
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Le
modifiche più importanti ed il maggiore accrescimento delle terre
avvennero dopo la rotta di Ficarolo: il Po si suddivise in due rami
principali, uno dei quali sfociava in località "alle
Fornaci", nei pressi di Rosolina: per questo motivo il ramo fu
sbrigativamente indicato come Po delle Fornaci. Il Po delle Fornaci
originò tre rami minori, chiamati Po di Levante, di Scirocco e di
Tramontana, che a loro volta generarono ulteriori rami quali la
Bocchetta o Po della Barca, dal Po di Levante, ed il ramo di Caleri,
dal Po di Tramontana. Terra e detriti trasportati dal fiume diedero a
questo tratto di costa l'aspetto attuale: questo secondo momento del
processo di formazione del territorio di Rosolina fu attuato in tempi
relativamente brevi; l'aumento delle terre proseguì, sempre grazie ai
depositi di materiale trasportato dal fiume, anche dopo il Taglio del
Po a Porto Viro, voluto dalla Serenissima, che nel 1604 fece deviare
il fiume verso la Sacca di Goro; l'afflusso delle acque verso Rosolina
ed il conseguente trasporto di detriti fu bloccato solo nel 1645 a
seguito dell'intestazione del Po di Fornaci.
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| Su
concessione del Comune di Rosolina |
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