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ITINERARI IN BICICLETTA

ITINERARIO "MARE & PINETA"

Il percorso inizia dall'ufficio informazioni dell'A.P.T. in via dei Ligustri, 3 nel centro di Rosolina Mare. Dopo poche decine di metri ci si immerge immediatamente nel verde: un lungo sentiero sterrato che attraversa un tratto di bosco misto particolarmente attraente per la presenza di specie floristiche di notevole interesse, ci conduce fino alla strada asfaltata che corre lungo il tratto terminale dell'Adige, proprio di fronte all'isola del Bosco di Mezzo. Di qui ci si dirige verso il mare sino alla località Casoni potendo ammirare lungo il tragitto, soprattutto verso il fiume, associazioni vegetali tipiche del territorio.
Ripercorrendo lo stesso tratto lungofiume e proseguendo ancora per un poco ci si imoltra nella lecceta di Fossone, uno degli ultimi residui di bosco planiziale a leccio (quercus ilex), che raggiunge nelle nostre zone le sue estreme propaggini settentrionali.
Risaliti sull'argine si prosegue verso Ovest sino alla darsena di Fossone. Di qui, fra il verde della via Sant'Antonio, dopo aver incontrato il capitello con statua in marmo di Carrara del Santo omonimo, si giunge al viale dei pini. Dopo un breve percorso ai margini della zona turistica, si giunge alla prima rotonda della strada Sud, e per via dei Tamerici, si perviene alla strada della Boccavecchia che costeggiava l'omonima valle da pesca.
Dopo una breve deviazione verso la parte più antica dell'insediamento turistico si ritorna sulla stessa via Boccavecchia, ove un tempo sfociava il Po di Tramontana. Percorrendo questa suggestiva via fra la rigogliosa pineta e le valli, si arriva fino al Porto di Caleri (antica foce del Po) per godere la vista dell'immensa e quieta laguna. Nella parte Ovest del porticciolo si notano i ruderi di un piccolo insediamento di pescatori che sorgeva attorno all'oratorio di San Leonardo, eretto nel 1734 e distruttosi per vetustà alcune decine di anni fa.
Ci si dirige quindi verso la spiaggia per ammirare una delle più interessanti e ben conservate associazioni naturalistiche del litorale, in cui è possibile osservare la successione delle varie fascie di vegetazione dalla pineta al cordone dunale costiero. Proprio in questa zona è stato realizzato un giardino botanico a cura della Regione Veneto.
Di particolare rilievo anche la presenza di una zona umida interna ricca di specie erbacee adattate all'ambiente salino (Salicornia, Statice...).
Rientrati sulla strada Boccavecchia, si raggiunge di nuovo la zona di insediamento turistico che, attraversato per un lungo tratto, consente di raggiungere il punto di partenza.

ITINERARIO "VALLI & LAGUNE"

Da via dei Ligustri, 3 dove è ubicato l'ufficio I.A.T. dell'A.P.T. a Rosolina Mare si procede lungo via dei Pini in direzione Ovest, verso la S.S. Romea. Ci si immette ora nella provinciale che, dopo aver fiancheggiato gli orti e la valle Boccavecchia, costeggia l'argine dell'Adige sino a condurci in località Portesine. Qui giunti, si prende a sinistra la via delle Valli dove ha inizio la parte più interessante e suggestiva dell'itinerario.
Infatti possiamo già osservare un piccolo bosco con salici, pioppi ed ontani e, successivamente, una bellissima zona di canneto popolata da diverse specie avicole fra le quali spiccano i falchi di palude, le albanelle e le poiane. Il tortuoso e magnifico percorso di via delle valli si snoda nel cuore della zona umida di Rosolina toccando ben 8 valli, con scorci paesaggistici di rara bellezza. Gli specchi d'acqua caratteristici di questo particolarissimo paesaggio si aprono alla vista del visitatore, mentre per un tratto rimane nascosta dall'argine di difesa a mare la laguna di Caleri, che però già si può ammirare all'altezza del Casone Casonetto.
Proseguendo lungo la valle Spolverina, si giunge al casone della valle Segà dove è di nuovo possibile ammirare in tutta la sua estensione la laguna di Caleri e l'imboccatura del suo porto.
Ancora un breve tratto e si giunge alla chiesetta di Moceniga del XVIII secolo. Da questo punto in avanti l'itinerario costeggia sulla destra la "Bocchetta" corrispondente alla parte terminale di un antico ramo del Po, attivo sino agli inizi del 1600. Già si distingue il casone Veniera e la sua bianca armonia, splendidamente conservato ed ancora dotato della barchessa ed altri piccoli edifici con la caratteristica copertura di canna palustre. Si assaporano tempi e ricordi passati...
Poi il casone Sagreda a destra, casone Capitania e casone Pozzatini a sinistra. Percorso l'ultimo tratto della strada delle valli, girando a sinistra sulla strada arginale del Po di Levante, si procede verso il mare fiancheggiando valle Pozzatini sino al piccolo oratorio Mazzucco, recentemente restaurato e meta da alcuni anni di un pellegrinaggio per via acquea; e di qui si raggiunge la foce del Po di Levante di fronte alla quale si estende scano Cavallari. Costeggiando la lagunasi giunge sino all'ingresso dell'Isola di Albarella dove sarà possibile visitare l'attrezzatissimo porto turistico. L'accesso all'isola, esclusiva e rinomata località turistica, non è consentito per tutelare la privacy e la tranquillità dei residenti. Da Albarella si torna sull'arginedel Po di Levante sino all'incrocio di via delle valli per poi proseguire lungo le valli Sagreda e Veniera sino alla tenuta San Gaetano, ottimo esempio di complesso edilizio rurale. Di qui, imboccata a destra via Moceniga, attraverso campi coltivati ottenuti dalla bonifica della valle Moceniga degli ann '50 si raggiunge nuovamente la via delle Valli con una piccola deviazione lungo la quale, a destra, è possibile osservare il cosiddetto "Gorgo", specchio d'acqua salmastra residuo dell'alveo del Po di Tramontana.
Di qui si ripercorre interamente il tratto di via delle Valli e della provinciale per Rosolina Mare sino al ritrovo presso l'ufficio informazioni dell'A.P.T.

ITINERARIO "ORTI & DUNE"

Si parte dal piazzale antistante la nuova chiesa parrocchiale di Rosolina inaugurata nel 1989 ed al cui interno trovasi una pregevole statua in marmo di Carrara della B. V. Immacolata. Attraversato il centro del paese e la linea ferroviaria Rovigo-Chioggia, si raggiunge la Centrale Ortofrutticola ove alle ore 10.00 del mattino ha luogo l'interessante asta degli ortaggi ivi conferiti. Si imbocca quindi via Monterosa e, proseguendo per via A. Moro, a destra e sinistra si possono osservare le tipiche colture orticole locali (radicchio, carota, cipolla, ecc.) sui terreni sabbiosi ricavati dall'asporto delle dune e, nella sua parte terminale, i resti ben conservati di un tratto di duna fossile del litorale di epoca etrusca, ricoperto di lecci. Superata la frazione Volto e la S.S. 309 Romea, si entra nella frazione Cà Morosini dove si trova una antica casa gentilizia (Cà Deserto) con il tipico camino a campana.
Dirigendosi poi verso l'argine destro del fiume Adige, si costeggiano due laghetti che sono i resti di più ampi specchi d'acqua, probabili antico alveo abbandonato.
Riattraversata la S.S. Romea, si segue il corso del fiume sino al Bacino Idroviario "Cavanella d'Adige destra" che lo collega al canale Po-Brondolo e sul cui argine sterrato si giunge sino alla Bell'Aurora, altra antica e suggestiva casa colonica; nei suoi pressi si potranno osservare gli ultimi lembi di bosco con specie arboree caratteristiche dei cordoni dunali. Dopo un breve tratto asfaltato di via Bassafonda si risale sull'argine del canale Po-Brondolo all'altezza del ponte Rantin, oltre il quale sono stati rinvenuti i resti di edifici di età romana a Corte Cavanella (i relativi reperti archeologici sono esposti al Museo Nazionale di Adria).
Proseguendo lungo l'argine, che si abbandona dopo il successivo Ponte Sacco, attraverso un susseguirsi di orti e residui dunali, si giunge al centro di Norge Polesine, che fu costruito con aiuti norvegesi per ospitare 100 famiglie di senzatetto in seguito all'alluvione del Po del 1951.
Si oltrepassa poi la provinciale per Rovigo e, alla confluenza del canale Po-Brondolo col Po di Levante, si presenta un'elegante villa di campagna recentemente restaurata (Palazzo in punta).
Il percorso prosegue lungo l'argine sinistro del Po di Levante sino a superare la S.S. Romea e raggiungere l'impianto di sollevamento idraulico del Consorzio di Bonifica, importante per lo scolo e la regolazione delle acque del comprensorio. Dopo un ulteriore tratto arginale (da cui sino agli inizi del '600 si diramava il Po di Tramontana) si raggiunge via Moceniga. Al di là del cavalcavia che supera la S.S. Romea, imboccata la provinciale n° 45, si osserva sulla destra l'interessantissima villa padronale ("Palasson"), già dogana austriaca. Ci si dirige ora verso l'abitato di Rosolina non prima di aver ammirato il maestoso gelso secolare sito in via Pineta. Quindi, percorrendo alcune strade del centro, si conclude l'itinerario.

Su concessione del Comune di Rosolina
Testi e foto di Sauro Colombo
Notizie storiche G.M. Zanini
 

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