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La pesca

Il pesce cresce negli specchi d'acqua interni delle valli, ricchi di nutrimento, per uno o due anni. All'inizio dell'inverno comincia la "fraima", termine derivanteprobabilmente dal tardo latino "hinfra hiemes", la raccolta del pesce favorita dalla "smontà", la migrazione opposta del pesce che cerca di riguadagnare il mare per la riproduzione.

Il pesce viene convogliato nel canale "colauro" e finisce in una serie di sbarramenti dette "cogolere" e "lavorieri", che ne consentono la cattura e la selezione secondo qualità e pezzatura. Gli esemplari sotto misura vengono rimessi nelle vasche di "risalvo" a crescere, per tutto l'inverno.La "fraima" inizia a fine settembre per terminare a Natale e produce in gran quantità pesce pregiato, oltre che prelibato: branzini (baicoli), orate, anguille (bisati) e cefali (siegoi nelle varietà, caustei, verzelate, boseghe, volpine, lotregani), fino alla luna nuova di aprile. Altre varietà pescate sono le passere, le sogliole (sfogi), piccoli gamberetti (schie).

Le migrazioni nei due versi vengono favorite con un delicato gioco di correnti che il pesce cerca di risalire; ora, con il livello medio delle valli sotto il livello marino, la "montà" naturale può avvenire solo in misura modesta, perciò bisogna ricorrere alla semina, nei "seragi", di novellame appositamente allevato.
 

La caccia

Già nel Medioevo i Dogi e i nobili veneti vantavano i diritti venatori e per esercitarli costruivano i casoni di valle come base.
La caccia in palude è anche uno dei temi spesso affrontato dai pittori veneti che ne immortalavano numerose scene, come il Carpaccio, che illustrava le battute agli smerghi, o il Longhi che rappresenta dei cacciatori con un curioso arco che lancia palle di terracotta invece di frecce. Questo è il tributo pagato dalla natura per la conservazione dell'ambiente e di un'economia che si è evoluta nei secoli con una sapienza dai ritmi e riti tramandati di generazione in generazione, che garantiscono l'equilibrio e la vitalità di un ecosistema importantissimo, costituendo un rifugio strategico per la sosta degli uccelli lungo le rotte migratorie e per lo svernamento.

Su concessione del Comune di Rosolina
Testi e foto di Sauro Colombo
Notizie storiche G.M. Zanini
 

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